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Ai blocchi di partenza

Proviamo a fare un gioco?

In un momento in cui molti economisti progettano, immaginano o semplicemente desiderano una nuova crescita economica, una rinascita, è un’inevitabile curiosità: qual è la Basilicata attuale? da dove partiamo?

Anche a me è venuta questa curiosità e quindi ho preso i dati ISTAT e ho provato a verificare il peso delle classi età sulla popolazione totale (il dato è aggiornato al primo gennaio 2019) e il peso dei diversi settori economici sul totale delle imprese attive (il dato è aggiornato al 2017). Come termine di confronto ho scelto tre regioni industrializzate del nord, Piemonte, Lombardia e Veneto.

A quali conclusioni porta? A nulla. Serve solo a restituire graficamente un dato di fatto.

Partiamo dalla popolazione. Al primo Gennaio 2019 in Basilicata ci sono 562.869 residenti, 276.697 maschi e 286.172 femmine. L’età che conta più lucani è 54 anni, sia per i maschi sia per le femmine, e, poiché il dato è riferito al 2019, la classe del ’65.

Una curiosità: la fascia di età dagli 11 ai 31 è più numerosa che nelle altre Regione. A mio parere questo è un segnale positivo per ripartire.

 

Passiamo alle imprese. In Basilicata, secondo l’ISTAT, nel 2017 ci sono 35.080 imprese attive, di cui il 65% circa sono imprese individuali. Come prevedibile le regioni di confronto hanno più manifatturiero e più attività finanziarie, mentre in Basilicata c’è più commercio.

Penso che, per i dati ISTAT, per imprese attive  in una regione si intendano le imprese che abbiano sede legale nella regione, per rilevare invece anche le sedi secondarie il dato cui far riferimento siano le unità locali, che però risultano riferite al 2011 e quindi un dato un po’ vecchiotto. Quindi per intenderci non è compresa la Ferrero di Balvano o la Barilla di Melfi, mentre c’è ancora la FCA che nel 2017 aveva ancora sede legale in Basilicata, mentre non risulterà più nei dati del 2020.