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5 per mille, l’illusione del fundraising nel 730

E’ tempo di dichiarazione dei redditi! E’ tempo di indicare anche il 5 per mille!

Ma a chi va il 5 per mille?

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili gli elenchi degli ammessi e degli esclusi con le scelte delle destinazione e degli importi decisi dai contribuenti con le dichiarazioni dei redditi del 2012 (redditi 2011).

Si tratta dunque dei riceventi per domicilio fiscale (per intendersi è la destinazione delle scelte e non l’origine).

In Basilicata nel 2012 sono stati assegnati a Onlus, enti di ricerca, società sportive dilettantistiche, Comuni per attività sociali ed enti di ricerca circa 881mila euro, a cui si aggiungono altri 200mila euro di fondi di ripartizione (una sorta di basket delle indicazioni generiche).

Cioè resta in Basilicata poco più di un milione di euro!

Sono state 52.504 le “firme” per strutture lucane (ovviamente arrivano da tutto il Paese e non unicamente dalla Basilicata).

Se fossero tutte lucane – ma come vedremo dopo, logicamente non lo sono, anche se si può ragionevolmente ritenere che la maggioranza possano esserlo – solo il 13,89% delle scelte dei 378.022 contribuenti lucani premierebbero le attività “5 per mille” lucane.

Posto che la media italiana del 2012 delle “firme” dei contribuenti per il 5 per mille è stata del 60%, alle strutture che operano in Basilicata (con l’avvertenza di cui sopra) è stato destinato meno di un quarto delle disponibilità dei lucani!

In Basilicata nel 2012 sono stati ammessi al 5 per mille, 569 soggetti (compresi i 131 Comuni).

La stragrande maggioranza sono Onlus, poi le società sportive dilettantistiche. 4 le strutture per la ricerca scientifica e due per la sanità (tutte pubbliche).

La piramide si capovolge quando si esamina la destinazione dei fondi: in testa le strutture per la sanità e la ricerca scientifica. E un importante indicazione “implicita”: i soldi delle dichiarazioni dei redditi più ricche (media per area) vanno alle strutture pubbliche.

Complessivamente c’è una grande polverizzazione, anche se alle prime 38 Onlus (circa il 15% del totale) va oltre 50% delle risorse! Mentre per le società sportive quasi il 70% non supera i mille euro!

 

Ma vediamo i top scorer

Al promo posto c’è il Crob, il Centro di riferimento oncologico della Basilicata. Al secondo posto la Fondazione Rosangela D’Ambrosio di Venosa che “ha lo scopo di ricordare Rosangela, il suo sorriso, il suo coraggio, la sua forza e la sua vitalità; quello di promuovere e sviluppare, attraverso i propri mezzi finanziari, la realizzazione di interventi di sostegno in favore di bambini che vivono in condizioni umane e sociali disagiate e hanno bisogno di essere aiutati per sopravvivere, curati, sostenuti nell’alimentazione, nella formazione e nella malattia”.

Terza l’Università della Basilicata che ha il versamento medio più alto.

Tra le particolarità l’Anteas-Cisl (settima): per numero di firme è terza ma l’importo medio è il più basso (tra le top scorer).